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TREKKING al FORTE PUIN

by Saba Wesser

…Salendo a destra per un’ampia mulattiera si giunge in breve all’ingresso del Forte Puin (511 m), posto su un dosso erboso molto panoramico…

È uno dei forti meglio conservati tra tutti quelli che componevano il sistema difensivo ottocentesco della città di Genova.
Il Forte Puin situato a quota 511 metri sul l.m., si trova in un punto molto panoramico che domina tutto il “Parco delle Mura”. Per questo motivo, viene utilizzato dal Comune di Genova, per l’avvistamento degli incendi.

Il complesso ha una superficie di circa 520 metri quadri, con una torre centrale a pianta rettangolare a due piani, mentre le aree esterne, hanno una superficie di circa 400 metri quadri. L’immobile è soggetto a vincolo paesaggistico.

Il Forte Puìn è il primo dei forti fuori le Mura che si incontrano dirigendosi verso nord, dopo essersi lasciati alle spalle Forte Sperone che in passato, rappresentava il limite nord della cinta muraria a protezione della città di Genova.

La realizzazione del Forte Puin, fu ideata nel 1815 durante la Guerra di successione austriaca, dagli ingegneri del Corpo Reale del Genio Sardo, con lo scopo di riempire il vuoto nel crinale tra lo Sperone e il Forte Diamante.

Proseguendo lungo la dorsale che divide la val Bisagno e la val Polcevera a nord del monte Peralto, sono presenti alcune fortificazioni isolate, che traggono origine dalle fortificazioni campali allestite nel 1747, per fronteggiare le truppe austriache durante la Guerra di successione austriaca.

Ma già nella metà del XVIII secolo, erano sistemate opere campali, in difesa sui versanti delle due valli.

Il Forte Puin si configura come una massiccia torre di pietra a pianta quadrata, compresa di un recinto rettangolare bastionato ai vertici con salienti acuti, e posto sul lato settentrionale da una freccia, mentre la porta d’accesso principale è posta la centro del fronte meridionale. Tali elementi conferiscono allo schema planimetrico una conformazione stellare. La Torre centrale simile a quelle innalzate sul monte Due Fratelli, risalgono al periodo Napoleonico. Soltanto tre anni dopo, venne costruita la cinta di protezione per poi essere completata nel 1828. I lavori definitivi terminarono nel 1830. Il forte venne abbandonato nell’ultimo decennio del ‘800 ed eliminato dalle liste militari del 1908.

La posizione era chiamata ‘Ridotta dei Piani’, in quanto centro di smistamento delle vettovaglie destinate ai siti fortificati di quel settore.

Il nome del forte deriva dalla settecentesca “Baracca di Puin”, situata pressappoco più sotto, dove oggi vi è il ristorante Ostaja de Baracche, “delle baracche”.

Nel 1963, il pittore Fausto Parodi prese in concessione dal Pubblico Demanio, la fortificazione curandone il restauro a proprie spese, e dove vi abitò per circa vent’anni, e questo sicuramente contribuì alla sua conservazione.

Vennero dunque apportate alcune modifiche, come l’innalzamento di una tramezza ricavandone due locali nel vano nord, la collocazione di grate al posto di quelle originarie asportate negli anni, e la realizzazione dei servizi igienici.

L’accesso alla copertura della torre è possibile tramite una ripida scala che conduce alla terrazza, leggermente in declivio per facilitare l’evacuazione delle acque piovane verso un canale che alimentava la cisterna dell’acqua.

Oggi il forte, dopo tali importanti interventi degli anni ’60 e dopo le migliorie da parte del Comune di Genova, è in buone condizioni ma al momento non è visitabile.

La storia narra che, il giornalista Camillo Arcuri, in una inserzione pubblicata dal quotidiano ‘Il Giorno’ del 8 novembre 1969, scrisse:

Affittiamo a prezzi modici l’Antica Maginot Genovese” … “C’è il precedente dello storico Forte Puin, quello sulle alture del Righi, dove si dice fu ferito il Foscolo durante l’assedio di Genova del 1800. Ebbene, prima era ridotto ad un rudere, mentre ora è ricostruito fedelmente con molto amore, oltre che con molti mezzi, dal pittore Fausto Parodi che vi abita da alcuni anni. Arrivare su questo cucuzzolo ventoso, da cui si domina Genova e il suo mare, è una gita che fanno in molti: scolaresche, studiosi, turisti. Il pittore accompagna i visitatori, dalle prigioni sotterranee, dove invecchiano bottiglie di quello buono, alle postazioni delle bocche da fuoco sul tetto, raccogliendo in un album autografi ed apprezzamenti in tutte le lingue”.

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