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Buon Appetito Si o No? La sua Storia


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E’ Corretto dire Buon Appetito prima di un Pasto?

ASSOLUTAMENTE NON SI DEVE DIRE!


La frase "buon appetito" è un augurio comune nella cultura italiana, pronunciato prima di iniziare un pasto. Ma qual è l'origine di questa espressione? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo e scoprire le tradizioni alimentari delle culture antiche.


In questo capitolo, esploreremo la storia di questa frase e come si è evoluta nel corso dei secoli. Analizzeremo anche gli usi e i costumi alimentari del Medioevo, la nascita del banchetto aristocratico e come la frase "buon appetito", sia diventata parte della cultura popolare italiana. Infine, esamineremo le varianti regionali della frase in Italia e nel mondo, nonché altri modi di augurare un buon pasto in diverse culture.

E’ corretto dire buon appetito prima di un pasto? Assolutamente non si deve dire!


Once Upon a Time….Torniamo un pò indietro nel tempo, precisamente nel Medioevo, durante il periodo del Feudalesimo e alla tradizione aristocratica. (Quanto mi piace!)

Quando una famiglia nobile si riuniva per un evento o una cena formale, non si presentava mai "a stomaco vuoto".

Partecipare ad una cena e abbuffarsi sulle pietanze, era considerato un comportamento volgare e non era attribuito ad un alto lignaggio sociale.

In verità, durante questi eventi, i nobili si riunivano per socializzare, creare connessioni e sinergie, affermarsi come persone importanti. Nonostante il cibo fosse presente, non era l'elemento principale dell'evento e, di conseguenza, l'appetito passava in secondo piano.

Di fatto, dire “buon appetito” equivaleva in realtà, augurare una “buona abbuffata”,

sottolineando che le persone presenti, nella vita di tutti i giorni non potevano permettersi di mangiare.


Nel vero e antico Galateo, la parola Buon appetito, è assolutamente vietata, inappropriata e poco elegante. Inoltre, la frase "Buon appetito" è stata interpretata come un'allusione ai commensali, di avere più appetito del necessario, come se stessero godendo un piatto eccezionale, che non avrebbero avuto la possibilità di mangiare in futuro. In effetti, si augurava di approfittare di quel momento e di ‘godersi’ quell’ampia quantità di cibo, come una rara opportunità da non lasciar perdere. Decisamente poco raffinato, volgare e irrispettoso.

A quell’epoca, quando veniva effettuato il raccolto o veniva completata una caccia di successo, i nobili, di solito organizzavano banchetti, e in modo del tutto eccezionale, potevano prenderne parte anche la servitù. Fu in queste occasioni che si diffuse il famoso "buon appetito", a cui parteciparono le classi sociali al di sotto dei Signori e dei nobili. Ciò significava che il padrone, voleva che il suo servitore approfittasse di questo ricco banchetto. Ecco perché l'espressione era come dire: "mangiate il più possibile ora che potete”. Pertanto, secondo le Regole dell'Etichetta, dire "Buon appetito" è un errore molto serio e molto grande. Anche le formule "buon pranzo" o "buona cena" non sarebbero consentite. Il Galateo prevede di indossare un bel sorriso e annuire con la testa come segno di gradimento. Quindi, la prossima volta, ricorda che a tavola a inizio pasto, non dovresti assolutamente dire nulla.


(testo facente parte del mio libro "Regole di Stile - Il Nuovo Galateo Contemporaneo"

Vietata la riproduzione e la copia.

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Saba Wesser

nasce a Genova nel 1976. Di origini nobili etiopi, sin da piccola ha seguito 'lezioni di Buone Maniere” da un'educatrice privata. Inizia la sua carriera in televisione, solo all’età di 3 anni, per diventare successivamente, una modella professionista sino al 2008. Da giovane in collegio, frequenta l'istituto turistico e alberghiero, continuando poi, la sua passione per la moda, presso la scuola Burgo, come modellista e designer di moda. Con il passare degli anni, Saba, impartisce corsi di Galateo e Bon Ton. I viaggi sono la sua grande passione, e nel 2019, parte in solitaria, ma con i suoi 4 chihuahuas, per un viaggio intorno al mondo. Avventura che finisce con la pandemia, per cui, è costretta a tornare a casa. I viaggi, le hanno permesso di arricchire il suo percorso personale, culturale e formativo. Fondatrice nel 2017, dell’associazione non profit Zandra, con finalità alla tutela dell’ambiente e la difesa dei diritti degli animali. Durante il lockdown, realizza una delle più grandi raccolte alimentari per la sua regione, aiutando e sostenendo chi aveva bisogno. Appassionata di trekking, oggi Saba, dopo i suoi innumerevoli spostamenti in giro per il mondo, aver vissuto molto all'estero, (48 traslochi), è tornata in Liguria, dove si occupa di event management, marketing territoriale, corsi di Galateo e consulenze. Inoltre è conduttrice e produttrice di alcuni format con la testata giornalista Zenazone.

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