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LE GROTTE PIU’ VISITATE AL MONDO: LE GROTTE DI POSTUMIA

Aggiornamento: 14 ago 2023

Sono arrivata a Postumia mercoledì 27 marzo, dopo essere stata 2 giorni nella meravigliosa Valle di Vipava. Appena giunta in loco, sono andata verso il parcheggio dei camper, posto proprio vicino alle famose grotte. Il parcheggio è un pò caro, 20 euro, ed offre solo la colonna elettrica e scarico delle acque, ma alla fine, si presenta in una posizione molto comoda.


– 24 km di gallerie. – Sono le grotte più grandi e più visitate dell’Europa. – scoperte nel 1818 da un abitante locale di nome Luka Cec. – viste da oltre 38 milioni di visitatori da tutto il mondo. – Brillante, la stalagmite più bella della grotta e simbolo del Carso sloveno. – le uniche grotte al mondo con una ferrovia a binario doppio. – i visitatori possono osservare i cucciolo di drago.

Il camping Kamp Tura a Vipava, mi ha stampato un voucher con uno sconto per l’entrata alle attrazioni, che ho ovviamente utilizzato! Ormai è tardi, quindi dopo un giro nella zona, e 4 km di andata e ritorno sino alla Lidl e all’Eurospin a piedi, preparo la cena e dormo. L’indomani vado in biglietteria per fare il ticket, (grotte di Postunja più la visita al Castello di Predjama – che dista 9 km). Totale 33 euro.

saba wesser, grotte di postunja, slovenia

Passeggiando sul grande e sul piccolo ponte sono rimasta deliziata dalle case, tutte affacciate sul fiume Sisica, ben tenute, con giardini curati tanto da sembrare finti, un gioco in armonia tra il verde della natura, ed il verde del fiume, con un immensità di pesci.


Il valico di Postunja (612 mt.) è il passaggio naturale più valicabile dell’arco alpino orientale, fra il Mediterraneo e l’Europa centrale; il territorio vanta una serie di siti archeologici con reperti del paleolitico, il più famoso è il Betalov spodmol.


A 100 metri c’è l’entrata per la grotta, dinnanzi a me, qualche centinaio di persone, tra cui nel gruppo italiano, un gruppo (rumoroso) di ragazzini… Si sale nel trenino per 2,5 km, la guida slovena parla benissimo italiano e ci spiega la storia della grotta.


Faccio amicizia con un ragazzo italiano, che si è anche offerto con la sua auto, di andare insieme a fare la visita al castello (così grazie a lui, non ho mosso il camper!). Dopo il primo tragitto di circa 2,5 km fatto sul trenino, attraversando le diverse sale, si scende e si cammina per 1 km a piedi. La temperatura rimane costante sui 9 gradi, sempre, le grotte sono straordinarie, peccato si possano visitare solo pochi km. (altri 6 KM possono essere visitati ma con delle guide e bisogna essere ben attrezzati!).


Dopo con Elvis, il ragazzo conosciuto in mattinata, andiamo verso il Castello di Predjama, dove grazie alle audio-guida, scopriamo la storia di questa incredibile fortezza nella roccia. Al ritorno, facciamo visita al Museo del carso.

saba wesser, grotte di postunja, slovenia

saba wesser, grotte di postunja, slovenia

Le Grotte di Postumia, nel periodo preistorico, furono utilizzate come riparo, nascondiglio e deposito di munizioni durante le guerre. Sono le uniche grotte carsiche, che possono essere visitate grazie alla ferrovia, costruita oltre 140 anni fa.


Nel 2018, le grotte hanno festeggiato i 200 anni, per merito del lampista Luka Cek, uno degli operai che nell’aprile del 1818, all’interno della Grande sala delle Grotte di Postumia, preparavano gli interni, per ricevere l’importante visita dell’Imperatore Francesco I e dell’Imperatrice Carolina Augusta.

Mentre erano intenti ad addobbare la grotta, Luka Cek scalò alcune rocce, scomparendo nel nulla. I suoi colleghi operai, iniziarono a preoccuparsi, ma egli apparve circa trenta minuti dopo, gridando: Qui c’è un mondo nuovo, qui c’è il paradiso”.


saba wesser, grotte di postunja, slovenia

A quell’epoca, si conoscevano solo poche centinaia di metri di gallerie, nonostante fossero già famose e visitate, tanto che la coppia imperiale, decise di fermarsi nelle Grotte di Postumia lungo il tragitto verso la Dalmazia. Tuttavia, l’affascinante scoperta ad opera di Luka, rimase nell’ombra fino a metà del Novecento, questo a causa delle sue umili origini, tutti i meriti per tale scoperta, vennero attribuiti al nobile e tesoriere distrettuale, Josip Jerù.

Nel 1854, con la pubblicazione dell’opera di Schmidl – riguardanti la storia delle grotte slovene – finalmente Luka, ebbe il suo riconoscimento ad essere considerato tra gli scopritori delle Grotte di Postumia. La sua importante e casuale scoperta, aprì le porte al turismo carsico, ed egli fu il pioniere delle ricerche nel mondo sotterraneo sloveno e della sua fauna.


Da 200 anni, queste grotte sono state aperte alle visite turistiche, e la loro straordinaria bellezza, è stata ammirata già da oltre 39 milioni di visitatori da tutto il mondo.

saba wesser, grotte di postunja, slovenia

La visita guidata dura un’ora e mezza, suddivisa in un percorso iniziale su trenino per 2,5 km, per poi continuare la scoperta delle grotte a piedi, per circa 1 km, attraversando straordinarie gallerie e sale sotterranee carsiche, incontrando la stalagmite più imponente, chiamata il Grattacielo, alta ben 16 metri, e poi il simbolo delle Grotte di Postumia: il Brillante, formazione calcarea chiamata così, per il suo color bianco brillante, per poi attraversare il Ponte russo ed entrando in una serie di sale naturali, come la Sala Bianca, la Sala Rossa, e la Sala degli Spaghetti, chiamata così, per la presenza di stalattiti che scendono dal soffitto, formando dei sottili spaghetti dal colore bianchissimo, con una crescita di un centimetro ogni 400 anni, ed infine la Sala dei Concerti, che grazie alla sua acustica perfetta, ospita diverse manifestazioni spettacolari.


All’interno delle grotte, è collocato l’ufficio postale più antico del mondo, e non ultimo, il proteo, un piccolo drago, anch’esso il simbolo delle grotte di Postumia.


Le Grotte di Postumia, sono lunghe 24 chilometri, ma solo pochi chilometri, sono destinati alla visita da parte dei turisti.

Durante il percorso, si possono constatare i diversi colori presenti nelle formazioni

calcaree delle grotte. I primi tre, sono di origine naturale:


  1. come il bianco, dovuto alla presenza di calcite pura,

  2. al rosso, per l’ossido di ferro,

  3. il grigio per il manganese;

  4. mentre il colore nero di origine artificiale, è provocato dal fumo delle torce e delle candele, dal continuo contatto delle mani sulla roccia da parte dei visitatori,

  5. e dal colore verde, creato dalla presenza dei muschi.

saba wesser, grotte di postunja, slovenia

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CONOSCERE IL COMUNE DI POSTUNJA


Questo comune si trova a sudovest della Slovenia, nella parte della regione statica di Primorsko-Notranjska, punto d’incontro del clima mediterraneo e di quello continentale.


La conca di Postunja va a finire ai piedi dell‘altipiano carsico di Nanos, mentre il monte Hrusica, è coperto da boschi carsici e i colli Javorniki, ricoprono la parte sudovest del territorio comunale.


Il nome tedesco proveniva dalla parola ‘aquila’ (aro), per cui Arnsperg si poteva tradurre in “monte delle aquile”. Postunja divenne anche il nome alternativo per l’aquila di mare coda bianca, che annidava sul colle Sovic ed è raffigurata sullo stemma della città.

Dal punto di vista etimologico, il nome Postonja evoca anche il verbo sostare (postojati, postati).


Il valico di Postunja (612 mt.) è il passaggio naturale più valicabile dell’arco alpino orientale, fra il Mediterraneo e l’Europa centrale; il territorio vanta una serie di siti archeologici con reperti del paleolitico, il più famoso è il Betalov.


La città era divenuta un comune mercato agli inizi del quattrocento e ricevette lo status di città soltanto nel 1909.


La parte più antica di Postunja è il Majlont ai piedi del colle Sovic.

IL PROTEO


Nella convinzione che le grotte fossero abitati dai draghi, i protei venivano chiamati ‘cuccioli di drago’.


Il proteo è stato classificato già nel settecento. E’ l’unico vertebrato europeo che vive unicamente nelle grotte ed è il più grande animale da grotta nel mondo.


Tra le 150 specie animali che sono state trovate all’interno delle grotte, il protagonista assoluto è sicuramente il proteo, divenuto simbolo delle intere grotte.


Il proteo è un vertebrato, una specie molto conosciuta per il suo adattamento alla vita in ambiente sotterraneo e oscuro. E’ un animale cieco e anoftalmico, cioè privo di occhi, ed ha sviluppato altri sensi, in particolare l’olfatto e l’udito. Inoltre è totalmente degpimentato, infatti si presenta con una pelle liscia di color rosa con le branchie rosse, lungo i 20 e i 30 cm.


Nel 2016 una femmina proteo, depose le uova dei piccoli draghi, e la notizia fece il giro del mondo, attirando l’interesse di diversi ricercatori.


Il proteo è infatti una specie protetta, presente sulla Terra da 200 milioni di anni e sopravvissuto proprio per le sue capacità di adattamento all’ambiente ed il suo scarso bisogno di cibo, in quanto può rimanere a digiuno per circa 10 anni e vivere per circa 100 anni!

saba wesser, grotte di postunja, slovenia

Postumia, diventa così uno dei centri più importanti d’Europa.


Con il passaggio degli anni si sviluppa e diventa un’importante centro commerciale, amministrativo e educativo con una serie di istituzioni collegate come tribunali, ospedali e centri culturali.

LO SAPEVI CHE…


Si dice che gli abitanti dei Postunja sono chiamati borsai, infatti secondo la leggenda, le Grotte di Postunja sarebbero state abitate da un terribile drago che incuteva paura a tutti.


Gli abitanti della zona chiamarono in aiuto un pastore scaltro di nome Giacobbe, che riuscì ad ingannare il drago gettandogli in pasto una pelle di vitello riempita di calce… (povero…).


Dopo aver mangiato la carcassa, il drago si dissetò con acqua che lo fece scoppiare, Gli abitanti scuoiarono il drago e fecero una borsa di pelle per il pastore e da allora gli abitanti di Postunja, vengono chiamati borsai.

PIAZZA TITO


E’ la piazza principale della città ed è il cuore vivo della vita urbana. Qui si svolgono la maggior parte degli eventi, come concerti, spettacoli e feste. Importantissima è la sede dell‘Istituto per le ricerche carsiche.


Nella piazza su un muro, è posta una scultura raffigurante il proteo con riportate le date più importanti della storia cittadina.

PARCO CITTADINO


Vi sono posti alcuni cartelli che indicano le varie comunità locali del comune, vi è un parco giochi per i bambini, in cui possono trascorrere ore all’aria aperta e godersi ore di gioco spensierato.


Alcune immagini non ci sono, poichè ho realizzato anche diversi video con aggiornamenti su facebook, come ad esempio la statua del proteo e piazza Tito.

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